IL FRIULI CHE TI CANTO

MUSICHE CH’O ERI, MUSICHE CH’O SOI

 

DI ELSA MARTIN

 

“Musiche ch’o eri, musiche ch’o soi” in italiano significa “la musica che ero, la musica che sono“.

 

La tradizione soprattutto orale del patrimonio musicale friulano, così ricco nella varietà di temi,  sonorità  e inflessioni linguistiche, ritorna protagonista del nostro tempo grazie all’opera attenta della cantautrice Elsa Martin che rilegge con personalità  e sentimento la storia passata rendendola attuale.

 

Attraverso l’innovazione musicale e con una ricerca durata quattro anni, raccogliendo testimonianze scritte e ascoltando la voce di anziani friulani, di storici e musicisti, Elsa Martin a soli 29 anni, è riuscita a realizzare uno spettacolo che unisce i più caratteristici e qualificanti temi della società friulana dal 1500 ai giorni nostri.

 

Le  figure di un passato vicino e lontano che popolano la memoria popolare, divengono patrimonio identitario del nuovo Friuli e sono riscoperte e valorizzate proprio grazie alla musica. E’ soprattutto il canto delle donne a costituire testimonianza storica e sociale del quotidiano cangiante.

 

La Gerla, il Gei, icona dell’essere friulani, assume qui una valenza ed un significato che vanno oltre la sua forma e diventa contenitore di tante storie. Le vicende cambiano scenario a seconda degli svariati utilizzi sociali di questa tipica cesta intrecciata a forma di tronco di cono rovesciato che, da semplice recipiente all’occorrenza diventa culla e poi fagotto, oggetto di conforto o simbolo di festa.

 

Come dal cappello di un prestigiatore vengono estratti dalla Gerla i personaggi del racconto:  la donna vecchia detentrice del sapere schietto,  la giovinella  innamorata e la strega, la lavandaia e il panettiere, il donnaiolo, mogli, madri e amanti riprendono vita per cantare i loro segreti.

 

Le antiche sonorità del Friuli rivivono così nel presente in tutta la loro bellezza e acquistano nuova luce grazie alla vocalità esuberante di Elsa Martin.