VENEZIA: PERCORSI INVISIBILI

CANTI, STORIE E IMMAGINI DALL’ORIENTE D’ITALIA

DI GUALTIERO BERTELLI

 

TRE EVENTI IN UNO:

 

Dopo il grande successo degli eventi organizzati in Maghreb per la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo 2011, Gualtiero Bertelli, anima storica della canzone d’autore italiana e veneta e grande conoscitore della musica popolare, racconta all’estero la sua città, Venezia, attraverso percorsi tematici affascinanti e per alcuni versi sconosciuti.

Tre eventi in uno, secondo la formula “Portaparola”:

1) Una lezione-spettacolo, con approfondimenti storici, sociali e culturali, brani musicali eseguiti dal vivo e l’utilizzo di materiale fotografico, sulla città di Venezia.

2) Un concerto serale, con un repertorio di canti della tradizione e brani originali di Bertelli.

3) Un eventuale incontro con la comunità locale e gli appassionati della cultura, della storia e della musica italiana.

 

Sono nato a Venezia, nell’isola della Giudecca, nel 1944, a febbraio, quando la guerra infuriava ancora.

Mia madre non aveva latte sufficiente per quel bestione di 4 chili ottoettiemezzo che ero e si faceva aiutare dalla giovane vacca di nome “Mora”.

Tutte le mattine di bonora mio padre andava a prelevare il latte fresco della Mora dal contadino Meni.

Avete capito bene: contadino e vacca proprio a Venezia, alla Giudecca, di fronte a San Marco;  dove adesso le case si accalcano l’una sull’altra c’erano campi, orti e animali. E baracche, subito dopo la guerra, le baracche degli sfollati in attesa di case, case, case.

Una fame che sembrava inestinguibile in quella città di 130 mila abitanti. Diecimila in più che nel 1200 e ventimila in meno che nel 1500, quando in Europa solo Londra la superava. Insomma era cambiato poco nei secoli nell’aspetto della città, nelle condizioni di vita dei suoi abitanti, nel suo rapporto con il mondo.

La storia era passata lasciando segni tangibili in un tessuto umano, sociale, culturale ancora intatto, forte di quella diversità che ne ha fatto “l’Oriente d’Italia”.

La poesia popolare, i canti di ieri e di oggi sono testimoni del divenire di questa magia che in meno di cinquant’anni ha perso più di metà dei suoi abitanti, ha acquistato una visibilità internazionale paragonabile ai serenissimi trascorsi ha sospeso in un limbo balbettante il suo divenire.

Con un repertorio frutto di ricerca e di invenzione vi racconto questa mia città con un itinerario personale ed arbitrario che vi porterà su percorsi della storia e dell’attualità altrimenti invisibili”

 

Gualtiero Bertelli

 

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