La musicalità della lingua italiana

Patrizia Scascitelli: Pianoforte, voce recitante, lettura e presentazione

Emiliano Loconsolo: Tenore/controtenore

 

 

 

1) La lezione-spettacolo si svilupperà attraverso tre fasi principali:

• introduzione e spiegazione del titolo, con un breve profilo storico e sociale.

• Esecuzione di brani musicali antichi e moderni per pianoforte e canto.

• voce recitante che leggerà versi e passaggi tratti dalla letteratura Italiana.

 

Temi trattati nella lezione-spettacolo:

Profilo storico

Come la lingua Italiana venne applicata al sorgere delle prime teorie musicali e come fu utilizzata nell’ambito creativo musicale duranti gli anni.

Da che il più grande teorico musicale del Medioevo, Guido d’Arezzo (995 – 1050) basandosi sull’alfabeto della lingua Italiana, inventò la notazione musicale, questa è rimasta inalterata nei secoli. Nel tempo si sono poi aggiunti i termini che definiscono l’atmosfera, l’andamento e il carattere musicale. Sono termini divenuti internazionali, dai forte, piano a quelli molto particolari come: con forza, malinconico, con fuoco, ecc. Termini che aiutano a comprendere la musica facilitandone la comunicazione.

 

Profilo sociale

Il linguaggio nasce dal carattere di un popolo, la musica ne fa tesoro. “La lingua Italiana è musicale”, chi non ha sentito almeno una volta questa definizione? Perché nel nostro parlare i suoni, “gli intervalli”, sono un alternarsi dal basso in alto e viceversa? La risposta è nel nostro DNA: è il sentimento latino che dà slancio ad una forte espressività.

 

Concerto

Musica e linguaggio si fondono nell’esecuzione di composizioni musicali anche in unione alla lettura di testi. Alcune musiche sono state create appositamente dall’artista come risultato di unione tra le due arti. Saranno eseguite musiche che vanno dall’antico al moderno: madrigali, villanelle, un’aria operistica, brani contemporanei popolari e in stile jazz.

Lettura di passaggi letterari e fusione delle tue arti con composizioni originali dell’artista.

 

EMILIANO LOCONSOLO

Diorigine milanese, Emiliano Loconsolo, educato sia al canto classico che jazz, ha sviluppato una tecnica versatile che con continuità timbrica fonde il registro di tenore e controtenore, e affronta composizioni di vario genere e periodo storico. Il suo sound ibrido trova sempre più frequentemente riscontro tra compositori contemporanei, grazie alle contaminazioni del repertorio Jazz con il “belcanto”, e alla fusione del senso ritmico-improvvisativo con la musica barocca che è in grado di realizzare. Obiettivo della sua esperienza musicale è, infatti, l’intento di abbattere le barriere dettate dagli stili e rivelare l’essenza unificatrice che pervade gli ultimi 6 secoli di storia occidentale. E’ uno dei pochi performers contemporanei ad approcciarsi alla musica di Roberto Murolo e alla riscoperta della tradizione Folk italiana attraverso Villanelle e Canzonette, arie del sei-settecendo italiano e contemporary art songs.

Ha lavorato con musicisti high-standard del panorama internazionale come Stefano Cantini, Stefano Bollani, Paolino Dalla Porta ed altri.

Nel 2005 è stato invitato all’International Jazz Festival di Bali (Indonesia) ed e’ stato protagonista di due trasmissioni radio a lui dedicate su Radio Palermo a Buenos Aires (Argentina) e su Punto Radio in Italia.

Si è esibito al Capolinea (Milano), al Festival del Jazz di Lucca, al Break in Jazz Festival (Milano) e a Umbria jazz Winter (Orvieto). E’ stato semi-finalista delPremio Nazionale Massimo Urbani 2001 (Urbisaglia) e finalista del First International Young Jazz Singers Competition a Bruxelles (2005).

La sua musica e’ inoltre stata trasmessa da ABC Radio in Australia e la Public Radio in Russia.