Tony Cercola

 

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Nasce artisticamente nel 1976 partecipando a vari festival come percussionista. Collabora con numerosi artisti del panorama nazionale come (Pino Daniele,Edoardo Bennato, Eduardo De Crescenzo, Paolo Fresu, Roberto Murolo, Mia Martini, Enzo Gragnaniello, Bryan Ferri, Dario Fò, Don Cherry, Nino D’angelo, Billy Preston). Nel 1989 supporter a Bob Dylan con Rino Zurzolo e Gragnaniello.
Segue collaborazioni con Ricky Morent, Francesco Baccini, Alexan Santini, Dodi Moscati, Steven Garlind (Berlino) e Tullio De Piscopo. Inoltre partecipa al festival di Montreaux con De piscono e George Benson. Ha realizzato sei cd e quattro compilation. Attualmente è coinvolto con un suo progetto di ritmoterapia contro ogni forma di bullismo. Il giornalista Sandro Petrone ha coniato per lui il termine “Percussautore” dovuto alla sua predisposizione a comporre melodie.

 

DICONO DI LUI
Geniale e umile e allo stesso tempo pirotecnico, esplosivo e coinvolgente grazie alle sue origini vesuviane. Grande energia. Grande musicista. (Edoardo Bennato)

Può essere nato quando ci fu l’ultima eruzione del Vesuvio, perchè ha lo stesso potenziale di una pietra vulcanica. (Enzo Gragnaniello)

Che Cercola sia un musicista del cuore mi sembra proprio acusticamente evidente. E’ il cuore che si ferma quando uno muore e il battito è raccolto dal, continuando nel, tamburo rituale. E’ il tamburo che ricorda e, come si sa, “ricordare” significa “riportare al cuore”. Ma quali sono questi ricordi? Sono quelli che ci suggeriscono le acque sonore e il fuoco timbrico che danno il senso di una diffusa nostalgia (come quella delle sue prime composizioni), una nostalgia senza confini e, pertanto, indefinibile. E’ appena il caso di “ricordare” che la “nostalgia” caratterizza i nomadi, chi viaggia senza una meta che non sia lo stesso viaggio e che significa “dolore del ritorno” (del riportare al cuore). Nel caso di Cercola è un “dolore del ritorno, nel ritorno”. (Mimmo Grasso)

 

IL PROGETTO “VOCI SCOMPOSTE„
„Voci scomposte“ è il titolo dello spettacolo che Tony Cercola propone in una forma dialettale multiculturale, quando le voci evocano l’anticanto (non il bel canto).
Il concerto racconta storie mediterranee e vesuviane, basandosi su forti componenti di comunicazione vocali e strumentali con percussioni, sax, chitarra, violoncello e fisarmonica. L’autore spazia tra il formato canzone, con la voce della vocalist argentina Rosarillo, ed il mondo antropologico-dialettale da lui creato attraverso un linguaggio autoctono (Lumumbese). Non mancano performance strettamente ritmiche con assoli e coinvolgimento del pubblico. Tony Cercola si definisce “percussautore” per via di un perfetto equilibrio tra autore contemporaneo, ritmi spontanei e naif. Durante il concerto
l’artista presenterà alcuni strumenti da lui inventati, tra cui cascettadrums. Inoltre, il pubblico sarà invitato sul palco per sperimentare la predisposizione al ritmo e alla danza.

 
 

IL PROGETTO “SOTTOSOPRA„
Tre grandi artisti si ritrovano per portare suono e memoria oltre confine: l’energia mediterranea del grande percussautore vesuviano Tony Cercola incontra la chitarra e la voce veneta di Erica Boschiero, per congiungersi a quella aspra e sanguigna della cantante italo-argentina Rosarillo.
Il nord e il sud d’Italia si incontrano tra leggende e racconti, tra una canzone in napoletano ed una in dialetto veneto, tra una ballata e una tammurriata, e approdano all’estero, sulle orme dei tanti emigranti italiani dei secoli scorsi.
 

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VALENZA REGIONALE
Campania