Maria Pia De Vito

 

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Da sempre attratta dalle infinite possibilità sonore della voce, si dedica allo studio del canto lirico e contemporaneo, concentrandosi anche sulla composizione e l’arrangiamento. Intraprende l’attività dei concerti nel 1976: le prime esperienze le consentono inoltre di sviluppare doti di strumentista, dedicandosi al pianoforte e alle percussioni. Nel 1980 avvia l’attività in ambito jazzistico e nel giro di pochi anni si ritroverà a collaborare stabilmente con riconosciuti musicisti: John Taylor, Ralph Towner, Rita Marcotulli, Ernst Rejiseger, Paolo Fresu, Norma Winstone, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi, Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini.

Giusto coronamento di 15 anni di pratica del jazz sono le esibizioni con musicisti del calibro di Joe Zawinul, Michael Brecker, Art Ensamble of Chicago, Miroslav Vitous, Uri Caine, Dave Liebman, Billy Hart, Eliot Ziegmund, Cameron Brown, Steve Turre, Maria Joao, Ramamani Ramanujan, David Linx, Diederik Wissels , Nguyen Le, Peter Erskine e molti altri e una presenza capillare nel circuito delle rassegne italiane, europee e mondiali, ma soprattutto il saper concentrare gli sforzi per raggiungere una totale maturità espressiva, e rinnovare di volta in volta i campi di azione, secondo un forte richiamo per la pratica della ricerca.

Lavora al recupero di una vocalità snidata nelle matrici profonde del suono, che vedrà l’incontro tra il jazz nelle sue espressioni più spurie e le peculiarità multiformi del canto napoletano (Nauplia, Fore Paese, Triboh).

Coniuga il gusto per l’improvvisazione e la cura per il ritmo e la danza al canto, riscoprendo il mondo di simboli e fonemi precedenti le convenzioni formali del linguaggio condensando il tutto in un disco, Phonè, che segna l’incontro determinante con il pianista John Taylor. Nel 1997 al duo si aggiunge Ralph Towner e nasce così il disco Verso del 2000. La successiva tournée europea segnerà il suo pieno riconoscimento mondiale: nel 2001 viene inserita nella categoria Beyond Artist del 49° Down Beat Critics Poll comparendo al fianco di personaggi come Caetano Veloso, Joni Mitchell, Cesaria Evora, Carlos Santana e Marisa Monte.

Nel 1996 inaugura un fecondo sodalizio con il compositore britannico Colin Towns, presentandosi al fianco della Big Band, la Mask Orchestra, in numerosi festival.Si dedica inoltre ad un lavoro musicale e visivo al fianco della scultrice e video-maker Marisa Albanese.Altre collaborazioni sparse: con l’Orchestra della Sardegna l’Omaggio a Ella Fitzgerald e Il brutto Anatroccolo su musiche di Gaslini; Jazz te deum su musiche di Bruno Tommaso, Gaslini, Verdinelli; OJS plays Colin Towns; Gesualdo di Tino Tracanna e Corrado Guarino; Oltre Napoli, La Notte e Lettere da Orsara di Bruno Tommaso; Il Celeste specchio del compositore contemporaneo Carlo Boccadoro; Specula e gemini di Bruno Tommaso e Roberto De Simone con l’Orchestra J.A.M. di Napoli.

 

 

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